UN PO' DI STORIA

 
 


La Villa Romana


 

Cenni storici su Albisola

Nel territorio di Albisola giá in etá romana esisteva un centro abitato con il nome di Alba Docilia.
Tale nome risulta dalla cosiddetta Tabula Peutingeriana, carta delle strade romane che é copia di un originale attribuibile al IV secolo d.C.
Il nome é composto dal sostantivo Alba, all'epoca sinonimo di centro abitato, di capoluogo di un determinato territorio, e dell' aggettivo Docilia derivato dal nome di un individuo o di una famiglia.
Alcuni piccoli oggetti in pietra o metallo raccolti sulle pendici del colle Castellaro e uno anche proveniente dalla pianura ci permettono di ipotizzare l'esistenza di Alba Docilia prima della conquista romana (180 a.C.).

Anche il nome Castellaro attribuito al colle che sovrasta l'abitato di Albisola Superiore sembra riferibile ad un centro abitato da liguri in etá preromana.
Del periodo romano restano avanzi di una grandiosa villa ubicata al centro della pianura, sulla sinistra del torrente Sansobbia.

La villa, scavata in parte alla fine del secolo scorso e in parte nel 1957-58 e ancora negli anni settanta, ha l'aspetto di un grande quadrilatero (m. 77 x 100) con cortile centrale. 
I tre lati est, nord e ovest dovevano ospitare ambienti destinati al supporto delle attivitá agricole svolte nella proprietá terriera dipendente dalla villa.
La parte a sud, rivolta verso il mare, era l'ala residenziale ed era riccamente decorata con pavimenti a rnosaico, con intonaci dipinti, con elernenti decorativi in marmi pregiati, tra i quali lesene e capitelli. Le si affiancava ad ovest un impianto termale ed era in parte dotata di riscaldamento.

Si ritiene che la villa fungesse anche da stazione della strada litoranea e che alcuni vani disposti in serie presso l'ingresso principale ad est fossero destinati ad ospitare i viaggiatori di passaggio.

La villa fu sicuramente abitata dal I al V seeolo dopo Cristo. In seguito fu abbandonata e gli abitanti si spostarono in posizione piú sicura alle pendici del colle Castellaro.

Restò in uso probabilmente la chiesetta di San Pietro, costruita sul perimetro di un ambiente romano al centro dell'ala residenziale ed oggi visibile nella ricostrunione effettuata a fine Ottocento da Alfredo D'Andrade.

Del castello sulla sommitá del Castellaro si ha notizia per la prima volta in un documento del 1121 o 22, ma é possibile che la data.della sua costruzione sia alquanto anteriore. Soltarto uno scavo archeologico potrebbe fornirci dati sicuri.

Ben presto si hanno i primi insediamenti religiosi.
La chiesetta di Santa Maria di Ellera conserva resti della fine del X secolo, mentre la parrocchiale di San Nicoló, chiesa matrice del territorio albisolese, che sorge alle falde del Castellaro, si vuol far risalire al secolo successivo.

Albisola ebbe i suoi marchesi di stirpe aleramica. Sono noti Guelfo figlio di Ugo, vissuto tra XI e XII secolo, sua moglie Tederata, sua figlia Ferraria .
Alla scomparsa di Ferraria, le vaste proprietà di Albisola furono divise fra vari rami dei suoi consanguinei; quindi passarono in parte al Comune di Savona, in parte a famiglie locali o genovesi .
A seguito di prima sconfitta inflitta da Genova a Savona nel 1227 (dopo un duro assedio sostenuto dal castello di Albisola presidiato dai savonesi) e a seguito della sottomissione delle cittá del ponente ligure a Genova nel 1250, quest' ultima subentró a Savona nei diritti sul castello e sulle terre di Albisola.

Il definitivo assorbimento di Albisola nel dominio genovese fu sancito nel 1343 con la costituzione di una Podesteria di Varazze, Celle e Albisola .
Nel 1389 Albisola ebbe i suoi statuti. Essi sono interessanti per la conoscenza del territorio, dell'amministrazione e soprattutto dell'economia e delle attivitá presenti in quel mornento. Era una economia in prevalenza agricola, soprattutto coltivazione di ortaggi e di alberi da frutto, allevamento del bestiame, sfruttamento dei vasti boschi in parte posseduti dal comune.

L'attivitá di fabbricazione delle ceramiche inizia verso la fine del XV secolo ed acquista subito grande slancio .

(Antica cartina di Albisola Superiore, tratta da stampa gentilmente concessa da Mario Gaggero)

Nei tre secoli successivi le vicende di Albisola e della Podesteria si identificano con quelle dello stato genovese.
Da segnalare il distacco di Albissola Marina che nel 1615 forma un comune a sé, un piccolo comune delimitato dal mare, dal torrente Sansobbia, dal rio di Grana e dal ritano del Termine, oltre ad una quota dei boschi comunali verso Montenotte.
Nella seconda metá del XVII secolo profonde modidicazioni interessano l' assetto socio-economico e il paesaggio stesso del territorio albisolese, in particolare quello della pianura.
In tale periodo alcune tra le più importanti famiglie del patriziato genovese acquistano in Albisola terreni e fabbricati; tra questi ultimi anche molte di quelle fornaci che erano appartenute a famiglie di ceramisti .
Accanto ai Durazzo, ai Gentile e ai De Mari, che si insediano in Albisola Marina, nel più vasto territorio di Albisola Superiore troviamo i Della Rovere e i Brignole; a questi ultimi si affiancano presto i Balbi . La proprietá dei Della Rovere é la piú vasta in assoluto ed é quella la cui formazione ha avuto inizio in un periodo piú antico.
Sotto l'amministrazione delle famiglie genovesi e soprattutto con i Delle Rovere le proprietá vengono organizzate con grandi opere che modificano l'aspetto della pianura albisolese e intervengono pure a regolamentare le acque del torrente Sansobbia .

Ogni famiglia costruisce ex novo, o piú sovente modifica precedenti fabbricati, creando quelle splendide dimore sei-settecettesche che ancor oggi, anche se private dei vasti spazi agricoli da loro un tempo dipendenti, danno una caratteristica impronta di grandiositá al territorio albisolese (v. Le ville storiche di Albisola Superiore) .

Una violenta rottura con il passato si verifica alla fine del XVIII secolo, con la discesa dell'esercito rivoluzionario francese, con la grande battaglia di Montenotte combattuta nel 1796 anche nella parte più montana del territorio albisolese, la caduta della Repubblica oligarchica di Genova e la costituzione delia repubblica Ligure (1797-1795). Segue l'annessione all'impero francese; Albisola fa parte del Dipartimento di Montenotte con capoluogo a Savona.
Frattanto la frazione di Ellera si é staccata da Albisola Superiore , formando un comune a sè, e si ricongiungerá al capoluogo soltanto nel 1931.

Ma l'assetto territoriale dato ad Albisola dalle famiglie genovesi durerá a lungo, sino a tutta la prima metá del nostro secolo. Vi incide soltanto l'apertura di nuove vie di comunicazione: la via Aurelia litoranea voluta dal prefetto del Dipartimento di Montenotte Chabrol, attuata in parte da lui e in parte dal governo sabaudo all'inizio dell'Ottocento; la costruzione della strada ferrata Genova-Ventimiglia attorno alla metà del secolo; infine l'apertura della cosiddetta "strada a mare", tratto della via Aurelia tra Savona e Albisola aperto nel 1931.

Una vera e propria rivoluzione urbanistica si ha soltanto dopo il secondo conflitto mondiale a partire dagli anni sessanta, con una espansione edilizia che ha avuto effetti dirompenti.
La popolazione del comune di Albisola Superiore é passata da 6743 abitanti del 1961 agli 11671 attuali.
I due centri storici di Albisola Superiore e della frazione Capo, sul mare, formano ormai un tutto unico, interrotto solo dalla nuova linea ferroviaria che, affiancata all' autostrada , taglia in due parti la pianura.
La vecchia ferrovia litoranea é stata utilizzata per creare una bella passeggiata sul mare, con elementi architettonici tradizionali, con ulivi e palme, collegata da un lato, attraverso il vecchio ponte ferroviario, con la "passeggiata degli artisti " di Albissola Marina.
Dal lato opposto sta per iniziare la sistemazione di un nuovo tratto, oltre la villa Balbi, pure decorato con opere d'arte.

Da segnalare ancora il moderno quartiere di Luceto, cresciuto attorno ad un nucleo di etá medievale, caratterizzato da un'architettura molto più rispettosa della tradizione e dell' ambiente, che non quella che ha imperversato a partire dagli anni sessanta.

Piú a monte, l'antico borgo di Ellera conserva invece intatto il suo fascino di antico centro dell'entroterra ligure.

Dede Restagno


 

Questo materiale è preso in prestito dal sito del comune http://www.comune.albisola-superiore.sv.it/