I Giardini di Villa Gavotti


Villa Gavotti

La villa Della Rovere, oggi Gavotti, nasce verso la metá del XVIII secolo dalla trasformazione di un fabbricato piú antico , ad opera di Francesco Maria Della Rovere, ultimo del ramo genovese della famiglia che ha dato alla chiesa i papi Sisto IV e Gïulio II.

Francesco Maria Della Rovere fu doge della Repubblica di Genova nel biennio 1765-67. Con lui e con la moglie Caterina Negrone, che continua l'opera del marito morto nel 1768, la villa viene sontuosamente arredata e decorata ad opera di artisti liguri, lombardi e francesi.
Ne risulta la piú raffinata dimora di villeggiatura in Liguria del periodo del barocchetto genovese.
Al piano terreno, a sinistra di chi entra, tre vasti saloni destinati alle feste, che si aprono sul giardino, sono decorati a stucco, con mobili, specchiere, e un tempo anche ceramiche, ispirati rispettivamente alle stagioni della primavera, dell'estate e dell' autunno.
L'inverno, al quale è dedicata la quarta sala, nell'ala destra, ha l'aspetto di una grotta. Fu costruita in parte con rnateriale asportato dalle grotte di Bergeggi e decorata con coralli e conchiglie.

Il salone dell'inverno conserva il pavimento originario in piastrelle maiolicate decorate con il motivo della quercia araldica dei Della Rovere.
Ancora al piano terreno è situata la cappella con interessante organo firmato e datato Tommaso Roccatagliata di S.Margherita 1762, e con un rilievo raffigurante santa Caterina Fieschi dello scultore Francesco Schiaffino.
 I saloni delle feste sono sovrastati da due lunghe terrazze adorne di eleganti balaustrate sormontate da statue e vasi, il tutto in marmo bianco di Carrara.

Alla villa, che ha la tipica forma genovese a cubo, si addossa una delle due terrazze, sulla quale si aprono gli appartarmenti del piano nobile decorati anch'essi con stucchi e quadri incastonati nelle pareti.

Le due terrazze si chiudono a tenaglia, nella parte opposta alla villa, terminando con due eleganti scalinate con vasca centrale. Oltre la vasca, una macchia di grandi alberi (cedri del Libano, cipressi, lecci) nasconde una statua marmorea di Ercole che lotta con il leone nemeo, entro una cornice di gusto rocaille.

Tra le due terrazze e l'edificio della villa é racchiuso il giardino, tipico del gusto settecentesco, che alterna nelle raffinate aiuole bordate di marmo bianco alberi da frutto e vigna ad una grande varietà di piante fiorite.
Quattro fontane con statue su delfini, sotto eleganti pergolati, fanno da perno ad altrettanti gruppi di aiuole. I grandi vasi contenenti alberelli di limone provengono dalla Real Fabbrica di Portici fondata da Carlo III di Borbone e sono firmati dal toscano Gaetano Lottini .

 Lungo la cinta, sul lato occidentale, corre la strada antica collegante Albisola con Savona, sulla quale si aprono il grande cancello del giardino, il portone di ingresso alla villa ed il portoncino della cappella.
Di fronte, due edifici costruiti per alloggiare le maestranze che lavoravano nella villa racchiudono il cancello che consente l'attraversamento del torrente Riabasco, affluente del Sansobbia, e dá inizio ad uno dei grandi viali che raccordavano la vasta proprietá alla villa. Di questo e di altri viali, come pure degli impianti di irrigazione, é possibile rintracciare modesti resti in parecchi punti della pianura albisolese.
Come pure é possibile ammirare alcuno degli innumerevoli esemplari di stemmi Della Rovere e Negrone dipinti sugli edifici della proprietá, oggi quasi tutti scomparsi.

Si consiglia ancora una puntata alle cosiddette Cantine, complesso tipico a breve distanza dalla villa Gavotti, composto da un edificio con torre e da due grandi magazzini un tempo adibiti alla lavorazione e conservazione dei vini prodotti nella vasta proprietá.

 

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