IL MARE

 


Aree di Interesse Naturalistico

SITI DI INTERESSE COMUNITARIO (S.I.C.) 

Nel D.M. 3 aprile 2000 del Ministero dell’Ambiente sono individuate le Zone di Protezione Speciale (allegato A) designate ai sensi della direttiva 79/409/CEE, nota come direttiva Uccelli, ed i Siti di Importanza Comunitaria (allegato B) ai sensi della direttiva 92/43/CEE, la cosiddetta direttiva Habitat, in parte coincidenti con aree protette già istituite.

La direttiva "Habitat", relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e delle specie di flora e fauna selvatiche rare e minacciate a livello comunitario, ha come scopo la salvaguardia della biodiversità mediante attività di conservazione non solo all’interno delle aree ma anche attraverso misure di tutela diretta delle specie la cui conservazione è considerata un interesse comune di tutta l'Unione Europea.

Il recepimento della direttiva è avvenuto in Italia nel 1997 attraverso il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357.

I siti di importanza comunitaria vengono individuati attraverso lo studio delle caratteristiche del tipo di habitat naturale e delle specie presenti.

I fondali dinanzi il litorale del Comune di Albisola Superiore nonchè quelli in prossimità del Comune stesso costituiscono un sito di importanza comunitaria denominato "Fondali Varazze-Albisola" (IT1322470 A-B-C).

 PRATERIA DI POSIDONIA OCEANICA

La Posidonia oceanica, è una pianta superiore, endemica del Mediterraneo, costituita da rizoma, foglie, fiori e frutti.
II nome di questa fanerogama marina, deriva da Posidone, una delle più importanti divinità mediterranee, ed appare particolarmente appropriato considerando le vaste praterie sottomarine, che si sviluppano lungo il litorale costiero fino a circa 50 m di profondità.
La Posidonia o. si trova per lo più sui fondali mobili (fangosi e sabbiosi), ed i suoi rizomi che hanno la capacità di crescere sia in verticale che in orizzontale, si intrecciano strettamente fra loro, formando con il sedimento intrappolato dalle foglie, una sorta di terrazze sottomarine, chiamate "mattes", alte anche diversi decimetri. Le praterie hanno un ruolo fondamentale nell'ecosistema del bacino mediterraneo.
In primo luogo è uno dei produttori primari di ossigeno (circa     14 l/mq/anno) e di sostanze organiche (circa 20 t/ha/anno), inoltre è fondamentale per la sopravvivenza di numerose specie di pesci, molluschi, echinodermi e crostacei, costituendo il riparo ideale per questi organismi marini che trovano tra le sue fronde, condizioni ottimali per la riproduzione e l'alimentazione, parte della quale è costituita dalle foglie stesse della pianta e dagli "epifiti" che vivono adesi ad esse e ai rizomi.
La Posidonia o. inoltre attenua i fenomeni erosivi del mare sulle coste, infatti il movimento delle foglie rallenta il moto ondoso creando una vera e propria barriera.

Nonostante tutte queste caratteristiche positive, nel bacino del Mediterraneo si sta assistendo ad una progressiva regressione delle praterie dovuta a fattori diversi. Oltre alla competizione con le alghe invasive alloctone, contribuiscono al regresso della specie, con effetti altamente destabilizzanti per l'equilibrio dell'intero l'ecosistema marino, altri importanti fattori di disturbo, come la cementificazione delle rive, l'inquinamento, gli effetti dannosi delle reti "a strascico", gli ancoraggi, etc.


La Legge n° 426/98 salvaguardia la Posidonia o. da tutti i fenomeni che ne comportano il suo degrado e la sua distruzione.

In Liguria sono state individuate 25 praterie: 2 di queste risultano in buono stato di salute ma costituiscono soltanto al 2,5% della totale superficie ricoperta da praterie lungo le coste liguri, le altre risultano comprese in uno stato tra il mediocre, lo scarso e il cattivo (dal sito del Ministero dell'Ambiente).

Se vuoi saperne di più e vedere delle foto sulla Posidonia oceanica collegati al sito: www.aim.info/mabbond/la_posidonia_oceanica.htm

SANTUARIO DEI CETACEI

Il Santuario dei Cetacei è un’area marina di circa 100.000 km2 che si estende tra la Costa Azzurra, il Principato di Monaco, la Costa Ligure, quella della Corsica, della Sardegna e della Toscana.

(immagine dal sito www.ramoge.org).

Questa zona comprende le acque costiere interne, il mare territoriale e l'alto mare della Francia, del Principato di Monaco e dell’Italia.

In base all’accordo del 25 novembre  del 1999, i suoi limiti sono i seguenti:

  • ad ovest, una linea che va dalla punta Escampobariou (punta ovest della penisola di Giens: 43°01'70"N, 06°05'90"E) a Capo Falcone, situato sulla costa occidentale della Sardegna (40°58'00"N, 008°12'00"E);                   
  • ad est, una linea che va da Capo Ferro, situato sulla costa nord orientale della Sardegna (41°09'18"N, 009°31'18"E) a Fosso Chiarone, situato sulla costa occidentale italiana (42°21'24"N, 011°31'00"E).

Questo triangolo di mare è caratterizzato da un particolare regime di correnti che permette la risalita delle sostanze nutritive depositate in profondità, e l’azione dei venti invernali favorisce la distribuzione sulla totalità della colonna d'acqua.

In tal modo i nutrienti che generalmente giacciono sul fondo, vengono così a trovarsi ad una profondità minore, alla quale è possibile la fotosintesi e la produzione di fitoplancton, il primo anello della catena alimentare.

Le condizioni fisiche e climatiche qualificano pertanto questa area marina come eccezionalmente produttiva e ricca di forme viventi ed innescano catene trofiche di rilevante abbondanza e diversità, creando le condizioni ideali per l'alimentazione dei cetacei. Così tutte le estati migliaia di cetacei si danno appuntamento nel bacino Ligure-Provenzale per nutrirsi in vista dell'inverno.

In questa zona sono presenti: balenottere comuni (Balaenoptera physalus) e stenelle (Stenella coeruleoalba), la cui presenza, maggioritaria tra tutte le specie di cetacei presenti nell'area è stimata, rispettivamente, in circa 2000 e circa 25.000 esemplari geneticamente distinti dalle conspecifiche dell'Atlantico orientale e quindi probabilmente isolate e stanziali del mar Mediterraneo; capodogli (Physeter catodon), globicefali (Globicephala melas), grampi (Grampus griseus), tursiopi (Tursiops truncatus), zifi (Ziphius cavirostris), delfini comuni (Delphinus delphis) (dal sito del Ministero dell’Ambiente).

I passi storici per la tutela di questi mammiferi furono i seguenti:

  • D.M. della Marina Mercantile del 18.07.90, del 22.05.91 e del 19.06.91 che istituirono una zona di tutela biologica ed il divieto di utilizzo delle reti derivanti nel tratto di mare compreso tra Punta Mesco (confine est ligure), Capo d'Antibes e Capo Corso (dal sito del Ministero dell’Ambiente); 
  • l’Istituto Tethys propone, nel 1991 il Progetto Pelagos, per la creazione di una Riserva della Biosfera nel bacino Corso-Liguro-Provenzale, che mostra la più alta concentrazione di cetacei tra tutti i mari italiani e probabilmente rappresenta l’area faunisticamente più ricca dell’intero Mediterraneo. Nel bacino si trova inoltre il principale sito d'alimentazione per la balenottera comune in Mediterraneo (dal sito www.aim.info);
  • il giorno 22 marzo 1993 i rappresentanti dei Ministeri dell'Ambiente di Francia e Italia e il Ministro di Stato del Principato di Monaco firmano a Bruxelles una "dichiarazione" relativa all'istituzione di un Santuario Internazionale dei Cetacei del Mar Ligure (dal sito del Ministero dell’Ambiente).                                          Questa dichiarazione prevede l'istituzione del Santuario, la designazione di un'autorità competente a coordinarne la gestione, e l'adozione di misure appropriate (tra cui il divieto di catture deliberate e di turbative intenzionali per motivi di ricerca, l'uso di reti pelagiche derivanti, la lotta contro l'inquinamento, la regolamentazione ed eventualmente il divieto di competizioni off-shore, la regolamentazione delle attività di whale-watching, e infine l'incoraggiamento di programmi di ricerca e di campagne di sensibilizzazione del grande pubblico) per garantire ai mammiferi marini della regione e ai loro habitat uno stato di conservazione favorevole (dal sito www.whale-watch.org/whales.nsf);
  • la Legge del 9 dicembre 1998 n. 426 ha impegnato il Ministero dell'ambiente italiano ad avviare l'istituzione dell'area protetta marina denominata "Santuario dei Cetacei" e ad intraprendere opportune iniziative volte ad estenderla alle acque territoriali dei Paesi confinanti ed alle acque internazionali;
  • nel mese di luglio 1999, a seguito di un’ulteriore fase negoziale Italia, Francia e Monaco sono giunti alla definizione ultima del testo dell'accordo per l'istituzione del Santuario, che è stato firmato il 25.11.99; tale accordo è stato ratificato e reso esecutivo con Legge n. 391 del 11 Ottobre 2001.

Se vuoi leggere il testo dell’accordo collegati al sito:

www.icram.org/documenti/aree/accordo_it.pdf

 

 

Questo materiale è scaricato dal sito del comune http://www.comune.albisola-superiore.sv.it/

 

 
 
 
 
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